Archivio mensile: giugno 2013

Pavialearning 2.0: live-tweeting collage (con tag cloud!)

marcoVenerdì 24 maggio scorso la comunità professionale di Pavialearning 2.0 si è confrontata nell’ambito del seminario pubblico Didattica digitale e comunità professionali | Un’esperienza in provincia di Pavia (qui il programma e i relatori).

Ho documentato la discussione con un live-tweeting da cui traggo il seguente collage (un piccolo esperimento, in attesa di materiali più sostanziosi!).

Marzio Rivera. Raccontiamo l’esperienza di un percorso durato sei mesi. Con uno sguardo al futuro. Emanuela Marchiafava. L’innovazione non ci aspetta. Bene sfruttare le occasioni. Grazie per il lavoro di tutti voi. Stefania Fecchio. Il lavoro di rete è parte della storia del Santachiara. La messa in rete delle risorse genera economie, la condivisione porta soluzione di problemi e ottime prassi. L’innovazione con gradualità: non esiste il tutto o niente; il bianco o nero. Procedere per gradi. Per il nostro istituto bella esperienza. Marzio Rivera Sono importanti le idee, ma è importante che chi può indirizzare l’uso delle risorse spinga verso l’innovazione. Nel 2012, per molti editori, c’è stato il sorpasso libro digitale / libro tradizionale. Il mondo è già cambiato. Con Pavialearning 2.0 abbiamo cercato di offrire risposte a questo cambiamento epocale offrendo competenze ai docenti. E abbiamo cercato di costruire una rete tra i docenti già attivi sui temi della didattica digitale, connettendoli, facendoli conoscere. Tema della continuità: vorremmo continuare esperienza collegando le risorse e le opportunità. Non servono tante risorse ma usarle bene. Aurora Mangiarotti. Nuove didattiche, nuove tecnologie. Esperienze e prospettive. Dovevamo scegliere uno strumento, abbiamo scelto il tablet. Il tablet lo si usa anche sul divano. Nasce come strumento di intrattenimento, lettura. Tablet in classe è rivoluzionario. Tablet costringe a innovare la didattica. Cambia il modo di fare scuola. Il docente non è più in cattedra: deve essere umile. Dagli studenti si impara. Si diventa una comunità di pratica. Gli studenti studiano le app e preparano tutorial. Il docente diventa tutor, facilitatore, mediatore. Didattica laboratoriale: partire dal concreto, dalla lettura del quotidiano per esempio. Collaborazione: strumenti collaborativi online. Condividere, crescere in responsabilità, in autonomia, in consapevolezza. Trattare gli studenti in modo adulto. Maggior parte del gruppo collabora e accoglie positivamente proposta insegnante. Scambio di ruoli: dare i materiali ai ragazzi; i ragazzi li studiano; tornano a scuola e ne parlano con il docente. Abbiamo trovato entusiasmo nei colleghi. Ci sono diverse scuole di pensiero su queste tecnologie. Ma esse sono pervasive. Non possiamo certo rifiutare o ignorare le nuove tecnologie. Le difficoltà. Connettività limitata nelle scuole. Costi elevati per le famiglie. Testi scolastici: poco adeguati, dei pdf. La didattica laboratoriale richiede tempo: si lavora molto sul processo oltre che sul prodotto. Sull’autovalutazione. Difficoltà: alcuni studenti faticano a studiare sui tablet. Avere in classe libri cartacei per difficoltà e approfondimento. Accompagnare gli studenti. Avere strumenti per e-learning, una piattaforma provinciale per fare comunità di pratica, per esempio. Guido Vinciguerra. Parla di Infrastrutture delle reti informatiche nelle scuole. Analisi di caso e soluzioni. Se il tablet non è in rete l’uso dello strumento è limitatissimo. Ma si sviluppa prima il dispositivo o l’infrastruttura? Una rete che funziona spinge l’uso dei tablet o una volta che ci sono i tablet si sente l’esigenza di una rete che funziona? Di certo c’è che la rete serve. E il meglio è una rete Wi-Fi scolastica. La rete WI-FI scolastica NON è la rete WI-FI di casa! Infrastruttura cablata, su cui mettere rete WI-FI ad accesso semplice. Chiave condivisa per accedere a WI-FI. ll rischio di una rete di fatto aperta. Ma si possono introdurre accorgimenti. Nicoletta Albani. La competenza digitale è una competenza considerata di base per tutti i docenti! Non solo per quelli “digitali”. Sulla base delle competenze individuate, abbiamo costruito un test per valutare se il “docente” è anche un “docente digitale”. Le competenze del “docente digitale” presto online www.odpfsantachiara.it/pavialearning insieme a tutti i materiali del seminario di oggi. Le competenze del “docente digitale”: obiettivo è implementare QRSP Regione Lombardia con questa nuova figura professionale. Docente digitale per Unesco. Tre approcci: conoscere le tecnologie; abilità uso approfondito; competenza creazione conoscenza. Alexandra Berndt. Oggi non stiamo parlando del futuro ma del mondo in cui siamo. Non solo sapere cosa sono i media; ma sapere usare i media; e sapere valutare i media. C’è uno strumento giusto per ogni attività. Non solo educare con i media. Ma anche: educare ai media (all’uso dei). Bellissima esperienza al Cairoli di Pavia. Abbiamo cominciato dalle basi ma approccio positivo, curioso a didattica digitale. Rendere autonomi gli studenti e non insegnare l’uso di una app. Sono più bravi di noi: noi dobbiamo dare metodo e fiducia. E’ questione di soldi, di infrastrutture, ma anche di persone: si possono fare cose interessanti. Federica Scarrione. L’attualità di Apocalittici e integrati di Umberto Eco, valido per interpretare il contrasto attuale su uso media digitali. Se abbiamo un dubbio lo sciogliamo su google: non è una cosa che possiamo contrastare; è così. Costruire piattaforme di apprendimento: quelle “chiuse” sono meno attraenti per i ragazzi ma più sicure per i docenti. Altre soluzioni sono i servizi di condivisone come drive o dropbox. E poi i social: gli strumenti sono tanti, le possibilità di rendere graduale l’esperienza con le nuove tecnologie sono tante. Gli insegnati si sentono spaesati: libri autoprodotti; docenze collettive. Ma ci si può arrivare con gradualità. Senza paure. Pier Cesare Rivoltella: quello che i videogiochi ci possono insegnare. Apprendimento impegnato. Pratica. Distribuzione. Pier Cesare Rivoltella: quello che i videogiochi ci possono insegnare. Multimodalità. Significato situato. Marco Cau. Pratiche positive e innovative nascono nei contesti e non a tavolino. Nel corso dei processi di cambiamento basati su pratiche innovative, cambiano le organizzazioni e cambiano le pratiche (Schön). Domenico Sergi. Nella nostra scuola un po’ di indifferenza all’inizio, poi grande entusiasmo. Luca Pirola. Ci siamo messi a parlare di strumenti e siamo finiti a parlare di didattica. Molto bene. Anche i ragazzi sono conservatori. Rassicurati dal libro. Devono seguire il libro. Abituare ai collegamenti e a più fonti. Quindi: strumenti digitali come occasione per una didattica più intelligente, emancipante, flessibile. Marzio Rivera. Una parola che è tornata a più riprese oggi: curiosità.