Archivio della categoria: Riflessioni

Al via il corso del Bordoni

E’ partito al Bordoni il corso dal titolo “L’ambiente Google Drive per una didattica per competenze” . Ecco un breve report sulla prima lezione tenutasi lunedì:

27 i docenti iscritti,  tutti del Bordoni, con una alta motivazione, non solo ad usare ed orientarsi nell’ambiente, ma soprattutto a calare nella propria didattica quanto stanno apprendendo. Abbiamo condiviso sia documenti di testo, sia presentazioni e cercato di comprendere come le tecnologie mobili richiedono un cambiamento nella didattica. La lezione frontale non può più essere la modalità prevalente con cui i ragazzi affrontano le varie discipline, dobbiamo passare ad una didattica laboratoriale dove lo studente deve “fare”  e assumersi la responsabilità del proprio apprendimento.

Ho dato il benvenuto ai colleghi  con questo video che voglio condividere con voi.

Buon lavoro a tutti!

Aurora

Dicembre NGW al Liceo Taramelli

Avrei voluto iniziare questo post con la bellissima immagine della renna musicale che ci allietava nel laboratorio del Taramelli, ma nel timore che l’esito suggerisse un approccio poco professionale, ho cassato questa prima versione immaginaria. Resta, però, il pensiero, che rende bene l’idea di un clima sereno e collaborativo.

Certo, non è facile nel lavoro dell’insegnante, fatto di scadenze, di tradizioni consolidate, di un immaginario anche collettivo sul ruolo e il lavoro del professore, inserire corsi che ti chiedono di provare a fare qualcosa di nuovo, di cui nell’immediato le applicazioni didattiche sono da sperimentare in un quadro che dà segnali positivi, ma non certo sicurezza assoluta di miglioramento.

Eppure, con i colleghi, ci abbiamo provato, e molto attivamente: da moduli compilati e compilabili, a cartelle condivise, a file creati collaborativamente, tutto si è integrato in un percorso fatto, all’inizio, di confusi assaggi e di carrellate rapidissime, poi di pratiche mostrate e ripetute, poi di una sempre più decisa (e in qualcuno anche divertita) partecipazione ad attività “provocatorie” di condivisione e cocreazione.

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Siamo andati così a scoprire e consolidare tutte quelle competenze che neppure sapevamo di avere, semplicemente perché nessuno ci aveva mai detto, prima di NGW, che possono essere tra le buone doti di un insegnante.

Tablet si, tablet no.

L’adesione a “Generazione Web” ha posto le scuole di fronte alla scelta sul tipo di dispositivo di cui dotare gli studenti. Tutte le realtà aderenti a Pavialearning hanno optato per il tablet; sarebbe interessante valutare questa scelta alla luce dei risultati della sperimentazione condotta in questo primo anno.

Tra le riflessioni raccolte tra i docenti cerco di sintetizzare alcuni tra i pro e i contro emersi rispetto all’uso dei tablet:

Pro:

  • Il mercato dei tablet ha rapidamente superato quello dei dispositivi che, per portatilità e fascia di prezzo, si pongono come alternativi a questi (i netbook). Questo garantirà che anche a medio termine l’investimento in termini di formazione e aggiornamento restituisca risultati utili.
  • Il tablet integra (generalmente) periferiche che forniscono funzionalità utili per le attività didattiche; ad esempio la possibilità di ottenere facilmente fotografie, filmati, registrazioni audio.
  • l’uso di sistemi operativi condivisi con gli smartphone  che gli studenti frequentemente usano facilita (almeno per questi)  l’avvio del percorso formativo

Contro:

  • La mancanza di una tastiera fisica rende difficoltoso la digitazione di lunghi testi.
  • I tablet sono più “delicati” dei netbook.
  • I sistemi opeativi dei tablet sono diversi da quelli normalmente adoperati sui classici pc domestici (desktop e notebook), rendendo difficoltoso il trasferimento di esperienze e materiali prodotti in precedenza.

Quindi, cosa scegliere?

Abbiamo visto che l’uso del tablet presenta aspetti positivi e negativi insieme rispetto ad una soluzione più tradizionale; alla fine però le scelte vengono in qualche modo imposte del mercato.

Secondo il mio personalissimo parere la soluzione ideale (parlando comunque di prodotti economici) sarebbe quella di un dispositivo che unisce le caratteristiche dei due prodotti: un netbook con schermo touch screen, equipaggiato con sistema operativo e software didattici open source. Ci hanno provato, in questi anni, alcuni produttori di primaria importanza come Dell e Intel, con proposte che sono arrivate nelle scuole grazie anche a qualche sperimentazione. Ora a quanto pare Intel riprova a lanciare questo prodotto: The netbook may not be dead yet: Intel talks $200-$300 touch-enabled Bay Trail laptops.

Staremo a vedere. In ogni caso la scelta di sperimentare l’uso del tablet non è sicuramente perdente. Il futuro sarà sempre più segnato da questi dispositivi; nel 2012 il numero di tablet venduti è cresciuto del 30%, mentre tutte le altre tipologie di computer consumer (notebook, desktop, netbook) hanno registrato cali che vanno dal 20% fino a sfiorare il 100%.

Perché questo blog?

I percorsi formativi di Pavialearning 2.0 stanno ormai per concludersi. Credo siano stati una bella esperienza, utile a chi si avvicinava per la prima volta all’uso del tablet, ma anche a chi voleva farne un vero strumento di innovazione didattica.

È stato forse ancora più utile per i docenti e gli esperti che hanno condotto gli incontri di formazione, perché in primo luogo hanno potuto condividerne la progettazione, confrontarsi con le problematiche della gestione delle classi digitali e ipotizzare soluzioni.

L’ambizione di Pavialearning 2.0 è che il percorso fin qui svolto sia solo un punto di partenza; vorremmo che il gruppo di lavoro che si è costituito cresca e costituisca la base per la creazione di una comunità professionale che partecipi e orienti il cambiamento tecnologico e metodologico in atto.

Questo blog intende quindi proporsi come luogo di discussione per far crescere questo progetto; per raccontare le esperienze personali e quelle vissute nel progetto;  per raccogliere idee e proposte; per mantenere vivo il rapporto tra tutte le persone che si sono conosciute e che vogliono continuare a collaborare. Attendiamo quindi fiduciosi i contributi di tutti.

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